La consulenza
Oggi il mercato del vino è pura competizione,
ci si deve confrontare con l’omologazione del gusto, e per
non essere fagocitati occorre aprire nuove pagine e rispondere con
strategie più virtuose come ad esempio una migliore gestione
delle nostre varietà e territori originali perchè
le nostre differenze sono la vera forza per superare il gusto globale.
Le varietà autoctone italiane rappresentano
un patrimonio importantissimo che viene compreso nei mercati in
cui si cerca qualità percepibile e differenza di origine
ambientale.
Oggi l’enologo deve avere la capacità
di intuire nell’insieme, l’ambiente, l’attitudine
della varietà e le capacità degli uomini che coltivano
la vite e producono vino per trasferire a questi, quasi nell’immediato,
nuove informazioni capaci di dare dinamicità professionale,
affidabilità e competitività. Ho sempre sostenuto
che i veri protagonisti che vincono i confronti sono i produttori,
i viticoltori proprietari della terra, non gli enologi.
Nel percorso delle nostre consulenze ci siamo dati delle regole
e prima tra tutte quella di capire qual è l’obiettivo
che si è posto l’imprenditore e, se per noi è
raggiungibile, fornirgli tutte le conoscenze necessarie che lo rendano
attore nelle sue intuizioni e successive scelte.
Ogni produzione, ogni prova deve essere confrontata organoletticamente
con l’enologo e poi le sfumature che caratterizzano la grande
qualità di gusto, colore o profumo devono essere verificate
su basi scientifiche nell’intento di capire sempre di più,
come quelle viti si esprimono in quel territorio ed in quella determinata
annata e dare all’uomo informazioni e sensibilità che
gli permettono di trasferire in bottiglia tutta l’energia
raccolta nei suoi acini. |