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PISOPO

Nella vita, ho avuto la fortuna di fare ciò che sognavo: l’enologo. Nella professione, l’opportunità di lavorare con l’eccellenza: produttori famosi.
 
Dall’unione del sogno, divenuto studio, impegno e mestiere, all’esperienza, appresa da grandi e piccoli produttori internazionali, ho mosso ricerca e passione, non per creare una mia azienda, ma per comprendere e rendere migliori i vini in tutto il mondo.  
 
Per favorire la ricerca, da più di 30 anni, con lo staff di Enosis, studio le principali varietà delle viti italiane, messe a dimora nel Giardino da Collezione Varietale di Fubine, nel Monferrato, dove produciamo 15 mila litri di vino, ricavato da una superficie di circa 3,5 ha.
Su queste uve, ogni anno e incessantemente, investiamo il nostro capitale di conoscenza ed esperienza, e con loro, ricerchiamo il dialogo migliore, per raggiungere la più alta interpretazione del terroir e delle varietà.
 
Ma, per una produzione speciale, occorreva un nome altrettanto speciale.
Tutto è partito dall’esclamazione del nipotino di un bravo produttore abruzzese il quale, vedendo la grande scultura di legno del burattino di Collodi, sistemata all’ingresso di Enosis, dopo averla indicata, anziché nominarla Pinocchio, disse: “Pisopo”.  
Quel nomignolo mi colpì e, subito, mi prefigurai il nome stampato sull’etichetta del nostro vino.
I Pinocchi disegnati sull’etichetta sono, intenzionalmente, due in quanto, nella costruzione della frase linguistica italiana e inglese, due negazioni possono esprimere una verità.
Ecco la metafora: due Pinocchi (bugia-negazione) esprimono la nostra verità enologica.
La storia di Pinocchio, inoltre, mi ha sempre affascinato, per via del Grillo Parlante, immagine della coscienza, impossibile da ignorare.
 
Il vino migliore lo avevamo, l’etichetta originale anche e…Pisopo fu!
La magia di una favola tutta monferrina.

Donato Lanati

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