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PRIMO TASTING DI BAROLO EN PRIMEUR VENDEMMIA 2025

  • chiaracane68
  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

VERTICALE ORIZZONTALE ANNATE 2023-2024-2025 E IL VIGORE DELLE VIGNE STORICHE


Prima degustazione tecnica di Barolo en primeur vendemmia 2025, questa mattina 26 giugno all’Enosis Meraviglia di Fubine, con una verticale orizzontale, annate 2023-2024-2025, arricchita dal commento puntuale dell’eno-scienziato Donato Lanati. 

 

Trattasi della sesta edizione del nobile progetto benefico nato dal sodalizio tra Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione CRC Donare ETS e Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, in collaborazione con l’enologo Lanati e il suo team di Enosis Meraviglia.

 

L’ormai consolidato appuntamento annuale, primo dei tre in programma (il 25 settembre seguirà la Conferenza Stampa a Barolo e il 23 ottobre l’Asta Mondiale al Castello di Grinzane Cavour), è stato nuovamente ospitato nel luogo cult dell’enologia, “in cui si studia, si parla, si pensa e si sogna il vino, con rigore scientifico, intuizione e anche un po’ di geniale creatività” ha esordito la Direttrice Tecnica e Responsabile del Laboratorio Controllo Qualità Enosis Meraviglia, enologa e biologa Dora Marchi.

 

Sotto i riflettori, le uve Nebbiolo vendemmiate nelle diverse parcellizzazioni nell’ubertosa e pregiata Vigna Gustava, che fu di Camillo Benso Conte di Cavour, oggi areale vitivinicolo sperimentale di grande attenzione, per la vocazione dei suoli e la storicità dei vigneti che, unitamente alla perfetta esposizione, originano dei Cru senza pari. Nebbiolo, futuri Barolo definiti “Imperatori” e “Highlander”, proprio come la sapiente e geniale mente dell’enologo eletto per distinguerne, ricavarne ed esaltarne le caratteristiche migliori.

 

E se da un canto il rigore scientifico applicato all’enologia è un sine qua non per Lanati e per i ricercatori di Enosis, dall’altro, c’è la piena convinzione, che la più efficace comunicazione di un vino passi attraverso la narrazione storica, esperienziale ed emozionale, che ha accompagnato nascita ed evoluzione di quello stesso vino.

 

“Il desiderio mio e dei miei collaboratori è quello di fornire, ai produttori e agli appassionati di vino, informazioni e concetti scientifici, per meglio comprendere, lavorare e produrre vini di qualità” ha spiegato Lanati.

 

“In Enosis studiamo e lavoriamo per un’enologia oggettiva, in cui i parametri sono numeri e non fantasie. Il nostro obiettivo è quello di produrre piacere attraverso la natura e, per far questo, ci poniamo costantemente delle domande cercando di trovare risposte, che abbiano un valore misurabile e scientifico”.

 

“Quando assaggiamo un vino diciamo – mi piace – oppure – non mi piace -, ma la domanda vera è: - perché mi piace o non mi piace? - Il paradosso è che l’analisi dei vini inizia proprio con la degustazione. Gli strumenti complessi, come il gas massa e l’HPLC, analizzano le singole molecole e i singoli profumi. Il “naso elettronico” si può associare alla lingua elettronica, ma non basta, perché occorre la via retronasale. Serve, dunque, anche un palato umano, educato/addestrato e capace percepire quell’insieme di sensazioni che, abbinate ai valori analitici, assumono un significato scientificamente sostenibile”.

 

La mente umana è molto complessa e facilmente influenzabile; non ci è dato di conoscere perfettamente i meccanismi fisico-chimici che regolano le percezioni sensoriali. La degustazione, per esempio, ne stimola la componente biologica, psichica (emozioni) e sociale, che deriva dall’educazione, dai luoghi e dalle esperienze vissute, nonché dai maestri incontrati. Insomma, i nostri comportamenti sono la conseguenza di continui feed-back tra il mondo circostante e il nostro cervello. Proviamo diverse emozioni a seconda di ciò che leggiamo e degli amici che frequentiamo, piuttosto che della genetica ormonale che ci appartiene”.

 

“I segnali generati da un ricettore sensoriale arrivano a zone diverse del nostro cervello, esercitando sensazioni altrettanto diverse. Nonostante ciò, abbiamo la capacità di leggere l’insieme delle informazioni e la ricerca ci permette di provare quella rara e speciale leggerezza, che solo la consapevolezza può generare. E’ così che in Enosis riusciamo a capire come elevare all’ennesima potenza ciò che l’ambiente può dare”.

 

“In tutto questo, ritroviamo il vigneto Gustava. Un sito che ammortizza gli effetti dei cambiamenti climatici; un ambiente che dà eleganza, non concentrazione; un areale da cui possono nascere capolavori enoici; un luogo dalla storia eccezionale, quella scritta da Cavour, politico, patriota, imprenditore e, soprattutto, pioniere del vino italiano tra i top dei top nel mondo. E’ da questa terra che i migliori Nebbiolo esprimeranno Barolo di trasparenza, verità e successo”.

 

Un grande e alto impegno che, unitamente ad un concerto di energie, in un lustro di Barolo en primeur, han fruttato ben 4.513.100 euro, la cui finalità benefica è saziante per chi riceve e anche per chi dona.

 

Presenti: Giuliano Viglione Presidente della Fondazione CRC Donare ETS e Sergio Germano Presidente del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

 

 Fubine, 26 giugno 2026

 
 
 

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